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Lana rigenerata: l’alternativa etica e sostenibile alla lana vergine

Lana Rigenerata Banner

Lo sappiamo bene, il mondo della moda etica e sostenibile può essere difficile da navigare, e capire cosa lo è davvero, non è sempre sempre semplice.

Per quanto riguarda i tessuti, negli ultimi anni si è fatta molto ricerca, e sono stati creati tantissimi tipi di filati e di tessuti, che hanno le origini più disparate: la frutta, le piante, l’amido di mais, la buccia di arancia…
Per l’articolo di oggi, però, ci vogliamo soffermare su un tipo di tessuto che ha origini nel dopoguerra, e che risulta tutt’oggi una delle soluzioni più efficienti per la creazione di nuovi capi di abbigliamento: il tessuto rigenerato, in particolare, la lana rigenerata.

 

Lana Rigenerata Come Si Ottiene

Intanto, cerchiamo di capire: cos’è la lana rigenerata, e come si ottiene?

La lana rigenerata è lana che viene ottenuta tramite il riciclo di scarti di tessuto o di vecchi capi, che altrimenti sarebbero destinati alla discarica: vengono prima raccolti i vecchi capi, che vengono suddivisi per materiale e per colore per poi iniziare a sfilacciarli.
Questo ultimo step serve per creare il nuovo filato, che avrà le stesse identiche caratteristiche della lana “originale”. Sarà morbido, caldo e avvolgente!

 

Lana Rigenerata Etica

Perchè scegliere la lana rigenerata? Ambiente ed etica hanno a che fare con questa scelta!

E’ indubbio che questo processo sia molto più sostenibile che produrre un capo di lana vergine: per produrre un maglione di cashmere si rilasciano 6500 kg di Co2. Prova a indovinare quante ne rilascia un maglione di lana rigenerata? Solamente 100 grammi!

Oltre alle emissioni risparmiate, nel processo di rigenerazione della lana, si consuma anche meno acqua, meno energia, meno prodotti chimici, arrivando anche a non utilizzare coloranti chimici, in quanto i tessuti non vengono tinti nuovamente, ma si mantiene il colore originale (grazie alla suddivisione del colore).

Non possiamo non parlare anche dell’aspetto etico di questo tipo di tessuto: sappiamo bene che la produzione di lana vergine comporta l’utilizzo – e spesso lo sfruttamento – di animali.
Con la lana rigenerata, non si presenta nemmeno la questione, in quanto si sta utilizzando un prodotto che altrimenti sarebbe finito in discarica, e quindi si parte da un rifiuto per produrre un nuovo capo: un capo caldo, comodo e della stessa qualità di un capo in lana vergine.

 

Lana Rigenerata Sostenibile

Ma è davvero l’alternativa più sostenibile ed etica alla lana vergine?

Attualmente, per le persone che scelgono di non acquistare capi in lana vergine (per questioni etiche o ambientali), le alternative che si presentano sono tendenzialmente in tessuti sintetici, come ad esempio il pile.
Anche se la resa è sicuramente valida in termini di comfort e calore, si sta parlando di tessuti che rilasciano microplastiche durante i lavaggi e che richiedono l’estrazione del petrolio per essere prodotte, pratica sicuramente non sostenibile nè etica.

Di conseguenza, la lana rigenerata è una soluzione che unisce una produzione sostenibile a un’origine etica della materia prima.

Per considerare il prodotto finito davvero etico, però, dobbiamo anche considerare da chi viene prodotto.
Sempre di più, anche le aziende di fast fashion puntano sull’utilizzo di tessuti ricilati o rigenerati, per attirare anche la clientela più attenta a queste tematiche, ma è fondamentale non dimenticare che per il modello di business di queste aziende, non si può più parlare di prodotto etico, a causa dello sfruttamente della manodopera che spesso caratterizza questi brand, e che infatti gli consente di avere prezzi più bassi.

 

Lana Rigenerata Rifò

In questo Rifò, un’azienda made in Italy, con sede a Prato, ha saputo unire la tradizione della rigenerazione di diversi tipi di tessuto a una produzione etica, supportata da artigiani locali, che fanno questo lavoro da decenni.
Grazie a questo, la qualità dei loro prodotti è altissima e Rifò rappresenta un esempio virtuoso di quello che deve e dovrebbe essere un’azienda, per potersi definire davvero etica e sostenibile.